Basta, ho deciso…0 Commenti

RobertoCurci | 03:31 | 24 Dicembre 2007 | Me ...

Voglio il mio blog, allo stato minimalista.

Aggiornamento:

Dopo varie ore di “sbariamento, riapro il sito, e presento la versione 1.0 del mio primo theme. Enjoy

Ve gusta il logo?!


Come usare Google - Gli operatori0 Commenti

RobertoCurci | 04:36 | 23 Dicembre 2007 | Google, Internet

Il metodo più semplice per effettuare una ricerca su Internet è quello di accedere alla home page di Google digitando www.google.it. A questo punto, senza badare a tutti i comandi disponibili, utilizzate la casella di testo e digitate un termine o una frase da cercare.

Oltre a far clic sul pulsante Cerca con Google, potete fare clic direttamente sul pulsante Mi sento fortunato. si tratta di una delle funzioni più caratterizzanti di Google. Presente sin dalla prima versione, sta a dimostrare che una prerogativa essenziale di Google è la capacità di trovare pagine pertinenti alla chiave di ricerca digitata. Facendo clic su Mi sento fortunato, infatti, non si accederà a una classica pagina di risposte, ma si verrà indirizzati direttamente sul sito al primo posto del ranking di Google per la chiave di ricerca digitata. In un certo senso si tratta di un gioco: Google scommette sul fatto che non avrete bisogno di consultare centinaia o migliaia di risposte, perchè il primo sito individuato sarà certamente quello giusto. Il gioco ovviamente non funziona sempre, ma sta a dimostrare che la pertinenza delle risposte è sicuramente una delle chiavi del successo del motore di ricerca più famoso del Web.

Google è uno strumento di ricerca particolarmente semplice da utilizzare, grazie alla sua interfaccia estremamente intuitiva. I termini generici, come “internet”, forniscono però un gran numero di risultati che sarebbe impossibile consultare. Per evitare perdite di tempo, Google mette a disposizione una serie di operatori logici che sono in grado di restringere l’area di ricerca.

L’operatore AND

Nella casella di ricerca possono essere digitati uno o più termini. Gli spazi fra un termine e l’altro vengono sostituiti, automaticamente, dall’operatore logico AND (e). Google cercherà quindi tutte le pagine che contengono tutte le parole digitate. Per esempio, digitando internet community si otterrà una serie di risultati riguardanti pagine che contengono, in una qualsiasi posizione del testo, il termine “internet” e il termine “community”, non necessariamente legati tra loro.

L’operatore OR

Utilizzando l’operatore logico OR, questa volta digitato tra i termini della ricerca, si otterranno invece tutte le pagine che comprendono o meno uno di questi termini. Per esempio, digitando nella casella di testo internet OR community, si otterranno tutte le pagine che comprendono il termine “internet” oppure “community”, e che quindi potrebbero essere inerenti, per esempio, alle community internet.

Insomma verranno mostrate tutte le pagine nelle quali sia presente almeno uno dei due termini.

L’operatore - (meno)

Inserendo il segno - (meno) prima di un termine, si può deciderne invece l’esclusion. Quindi, in una ricerca su internet che voglia escludere quella dei blog si dovrà digitare internet -blog. In questo caso si otterranno tutte le pagine che includono il termine “internet”, a esclusione di quelle che contengono il termine “blog”.

Da fare molta attenzione - va digitato prima del termine senza spazi tra i due: -blog e non - blog .

L’operatore + (più)

Inserendo il segno + (più) prima di un termine, si permette invece a Google di includere alcuni caratteri comuni che normalmente non vengono considerati perchè rallenterebbero le fasi di ricerca.

Avverbi, articoli, accenti, ma anche solo lettere o acronimi come http, possono essere inclusi quindi nella ricerca. Per esempio, digitare la parola porto o portò non permetterà di distinguerne il significato, quindi l’elenco dei risultati comprenderà sia il sostantivo sia due coniugazioni del verbo. Se invece si digita +port, il risultato sarà diverso e permetterà di ottenere tutte le pagine Web che comprendono il solo verbo “portare” coniugato al passato remoto.

L’operatore virgolette (”")

Quando si vuole cercare una pagina Web che contiene una frase esatta o un nome specifico, si possono utilizzare le virgolette, Digitando “Internet community” si otterranno come risultato tutte le pagine Web che comprendono entrambe le parole in posizione contigua.

Google non normalizza le operazioni di ricerca; non effettua la cosidetta lemmatizzazione. Quindi, se viene digitata una parola al singolareo al plurale, le ricerche daranno risultati diversi. Un tempo, i vecchi motori di ricerca tendevano a convertire le parole al maschile e i verbi all’infinito. Adesso ogni risultato delle ricerche corrisponde esattamente al termine digitato. L’unica eccezione è rappresentata dalla lettere minuscole: Google, durante la ricerca, converte qualsiasi testo in caratteri minuscoli. Digitare Internet, internet o inTernet non cambierà quindi il tipo di risultati.

L’operatore *

L’ultimo carattere speciale che facilita enormemente la ricerca, è identificato con l’asterisco, e viene utilizzato in sostituzione di uno o più caratteri. Digitando il termine inter* i risultati della ricerca comprenderanno tutte le pagine  Web che contengono le parole che iniziano con Inter, quindi “Internet”, “Internazionale”, “interno” e così via.


La storia di Google!0 Commenti

RobertoCurci | 03:17 | 22 Dicembre 2007 | Google, Internet

google_la-storia.jpgLa parola “Google” è un gioco di parole che deriva dalla parola Googol, che fu inventata dal matematico americano Edward Kasner, e indica il numero 1 seguito da 100 zeri.

Edward Kasner (1878-1955) ha definito il Googol presso la Columbia University per scopi propri della teoria matematica, e con il proprio lavoro ( non privo di sfumature umanistiche ) è riuscito così a identificare per definizione il limite numerico dell’immaginazione umana più prossimo all’infinito. Google ha poi liberamente interpretato tale termine non ponendo però alcun riferimento al lavoro di Kasner ma modificando semplicemente il nome che egli ha inventato all’interno del suo ” Mathematics and the Imagination” datato 1940.
La scelta di utilizzare questo termine come ragione sociale riflette la missione aziendale della società, il cui obiettivo è quello di organizzare l’enorme quantità di informazioni disponibili sul Web e nel mondo.

Oggi Google è il motore di ricerca più usato del Web, i primi passi di questa colossale Internet based company risalgono solo al 1995.
Il 1995 è l’anno di fondazione di Netscape che, in qualche modo, ha segnato l’inizio dell’Era Internet. Fino ad allora la rete veniva utilizzata quasi esclusivamente da accademici, ricercatori e informatici.

(continua…)


Phothoshop - Gli strumenti (Approfondimento)0 Commenti

RobertoCurci | 03:29 | 21 Dicembre 2007 | Photoshop

Come visto in precedenza parecchi elementi sono multipli, ossia è possibile accedere dalla medesima casellina della paletta a diversi strumenti simili. Per esempio, come si nota nella figura, lo strumento selezione contiene sia la selezione rettangolare sia quella ellittica più altre varianti.Normalmente è possibile scegliere uno strumento semplicemente premendo il tasto con la lettera corrispondente come indicato nella lista qui sotto. Per scegliere uno strumento alternativo (per esempio selezione ellittica) è sufficiente premere maiuscolo oltre la lettera dello strumento.

Strumenti di selezione

Gli strumenti Photoshop approfondiamo ….1 - Selezione Rettangolare (M)

1 - Selezione ellittica (M)

1 - Selezione singola colonna

1 - Selezione singola riga

2 - Sposta (V)

3 - Lazo (L)

3 - Lazo poligonale (L)

3 - Lazo magnetico (L)

4 - Bacchetta magica (W)

Strumenti di ritaglio e sezione

5 - Taglierina (C)

6 - Sezione (K)

6 - Selezione sezioni (K)

Strumenti di Ritocco

7 - Pennello correttivo al volo (J)

7 - Pennello correttivo (J)

7 - Toppa (J)

7 - Occhi rossi (J)

8 - Timbro clone (S)

8 - Timbro con pattern (S)

9 - Gomma (E)

9 - Gomma per sfondo (E)

9 - Gomma magica (E)

10 - Sfoca (R)

10 - Contrasta (R)

10 - Sfumino (R)

11 - Scherma (O)

11 - Brucia (O)

11 - Spugna (O)

Strumenti di Pittura

12 - Pennello (B)

12 - Matita (B)
12 - Sostituzione colore (B)

13 - Pennello storia (Y)

13 - Pennello artistico storia (Y)

14 - Sfumatura (G)

14 - Secchiello (G)

Strumenti di testo e di disegno vettoriale

15 - Selezione tracciato (A)

15 - Selezione diretta (A)

16 - Testo orizzonatle (T)

16 - Testo verticale (T)

16 - Maschera testo orizzontale (T)

16 - Maschera testi verticale (T)

17 - Penna (P)

17 - Penna mano libera (P)

17 - Aggiungi punto di ancoramento

17 - Cambia punto di ancoramento

18 - Rettangolo (U)
18 - Rettangolo arrotondato (U)

18 - Ellisse (U)

18 - Poligono (U)

18 - Linea (U)

18 - Forma Personale (U)

Strumenti di annotazione, misurazione e navigazione

19 - Nota (N)

19 - Annotazione audio (N)

20 - Contagocce (I)
20 - Campionatore colore (I)
20 - Righello (misura) (I)

21 - Mano (H)
22 - Zoom (Z)

Altri elementi

23 - Colore di primo piano

24 - Colore di sfondo

25 - Ripristina bianco e nero (D)

26 - Mostra selezione (Q)
27 - Mostra maschera veloce (Q)

28 - Tipi di visualizzazione (F)

29 - Passa a ImageReady

Con questo approfondimento chiudo il capitolo “Tutorials di base di Photoshop”, spero davvero che gli articoli fin’ora scritti vi siano serviti a capire qualcosa riguardo a questo affascinante programma di grafica e fotoritocco.

Se mi avete seguito, sicuramente avrete appreso le basi. Nei prossimi articoli inizierò a spiegare come realizzare molti piacevoli effetti sulle vostre foto, dalla teoria passiamo alla pratica. :P


PhotoShop - Le Palette0 Commenti

RobertoCurci | 02:29 | | Photoshop

Abbiamo analizzato nel precedente articolo i menu presenti nell’interfaccia di Photoshop.

Vedremo ora le palette, per darvi un idea ho inserito qui un immagine con quelle più importanti:

Le palette di Photoshop(Clicca sull’immagine per ingrandire.)

Come vediamo, sono davvero numerose (e quelle che abbiamo preso in considerazione nell’immagine precedente sono una minima parte delle palette disponibili in Photoshop).

Ciò porterebbe a pensare che per lavorare con PS occorra uno spazio esagerato sul monitor da dedicare alle sole palette. Fortunatamente non è così. Infatti è possibile raggruppare le singole palette in gruppi, per esempio trascinandole dall’aletta che ne mostra il nome per inserirle in un altro gruppo. Ci sono però anche gruppi predefiniti, accessibili dal menu “Finestra” alla voce “Area di lavoro”, scegliendo “Area di lavoro predefinita”.

Questo metodo di raggruppamento è utile per creare nuovi gruppi di palette, oppure per scorporare i gruppi così che tutte le palette prima inserite nel gruppo siano visibili in contemporanea. In altre parole possiamo organizzare l’aria di lavoro nel modo in cui più ci è comodo.

Le palette non sono solo quelle in cui impostare, per esempio, i paramentri dei colori o del testo o in cui definire elementi del nostro lavoro. Sono palette anche quella degli strumenti, normalmente posta a sinistra sullo schermo, e la barra delle opzioni.

Tra le palette va anche ricordato che alcune sono accessibili dal menu “Finestra”, mentre altre si apriranno solo quando, scegliendo uno strumento, si farà clic sull’icona delle palette nella barra delle opzioni. E’ il caso, per esempio delle palette Testo e Paragrafo, attivabili solo quando si sta usando lo strumento testo.


Photoshop - I menu0 Commenti

RobertoCurci | 21:45 | 17 Dicembre 2007 | Photoshop

Come si vede nell’immagine, di menu in PS ce ne sono parecchi.

Varia però il primo menu a seconda del sistema operativo (vedi immagini).

PhotoShop Windows:

PhotoShop - I menu in windows

PhotoShop Mac:

PhotoShop - I menu su Mac

Quando si lavora con Photoshop su piattaforma Mac, il primo menù sarà quello con il nome del programma. Contiene i comandi per accedere alle informazioni sul programma e alla finestra di impostazione delle preferenze. Tutti gli altri sono comuni e identici sia in Mac sia in Windows.

File

Il menu file

Il nome di questo menu deriva dal verbo “to file”, che in inglese significa registrare documenti e anche archiviare. Inizialmente il nome, come in molti programmi, era “Archivio” e indicava in modo più chiaro la sua funzione. Qui infatti troviamo tutti i comandi relativi all’archiviazione delle realizzazioni prodotte con Photoshop. Possiamo scegliere, per esempio, di registrare un documento, di aprirne uno precedentemente registrato, di esportarlo in formati che consentono l’uso in ambiti specifici come Internet e di eseguire altre operazioni come la realizzazione di cataloghi di immagini o la stampa delle immagini aperte. Per tenere a mente quali funzioni ritroveremo in questo menu conviene abituarci al concetto che essa rappresenta: l’archiviazione.

Modifica

Il menu modificaE’ un menu che, al contrario degli altri, contiene opzioni varie non meglio identificabili in una sola categoria. Una parte dei comandi serve alla gestione delle modifiche effettuate per esempio, ad annullare le modifiche apportate dall’ultima operazione grazie ad “Annulla” ma al contempo si trovano qui i comandi per la gestione degli elementi predefiniti riutilizzabili da vari strumenti come, per esempio, i pennelli predefiniti e questo non è tutto. Esistono anche alcuni comandi per la gestione del colore. Senza volerci dilungare troppo, possiamo dire che sarà utile dare uno sguardo ai contenuti del menu “Modifica” così da familiarizzare con essi. Dare una definizione univoca ai comandi quì presenti sarebbe, infatti, impossibile.

Immagine

photoshop_menu_immagine.jpgIl nome quì è chiaro: si trovano sotto questa voce comandi atti alle regolazioni dell’immagine, sia a livello di colori sia a livello di misure. Una delle novità di Photoshop CS 2 è qui presente alla voce “Variabili”. Da questa voce è possibile attribuire a un livello dell’immagine un valore variabile come, per esempio, un testo. Attribuendo a questa “variabile” un valore differente si modificherà l’immagine di conseguenza. Il risultato finale sarà quindi in funzione del valore della variabile; se questa sarà un testo, sarà possibile creare versioni diverse della medesima immagine sostiuendo un testo con uno differente, quindi usando un’immagine a mò di maestro per le future realizzazioni. Del menu Immagine saranno spesso utilizzati anche i sottomenu “Metodo” e “Regola”.

Immagine -> Metodo

photoshop_menu_immagine_metodo.jpgDa questo sottomenu è possibile variare il metodo con cui sono realizzati i colori nell’immagine. Si potranno scegliere, per esempio, i metodi “RGB” o “CMYK”, oppure metodi non propriamente legati alla rappresentazione a colori come “Scala di grigi” per la rappresentazione di immagini fotografiche a tono continuo. Da non confondere con il metodo “Bianco e nero” che, in Photoshop, servirà per le immagini al tratto, ossia solo con un bianco e nero ma prive di grigi intermeti. Tra le novità di Photoshop CS2 in questo sottomenu si trova l’impostazione adatta a lavorare con immagini non più solo a 8 o 16 bit canale, ma anche a 32 bit per canale. ovvero con fino a oltre quattro miliardi di toni per ciascuna componente cromatica.

Immagine -> Regola

photoshop_menu_immagine_regola.jpgQuì sarà possibile accedere alle diverse regolazioni cromatiche al fine di modificare l’intera immagine o la porzione selezionata variandone, per esempio, la saturazione dei colori, la luminosità o il contrasto.

Livello

photoshop_menu_livello.jpgQuesti menu permette di agire sui “livelli”, ovvero sugli strati che, come in un’immagine composta da più foto ritagliate e sovrapposte, compongono l’immagine composta da più foto ritagliate e sovrapposte, compongono l’immagine completa. Qui potremo copiare, duplicare, allineare, raggruppare o applicare effetti ai livelli. Anche qui è presente una delle più interessanti novità di Phothoshop CS2, ossia gli oggetti avanzati. Si tratta di livelli che fungono da contenitore di immagini o di altri elementi modificabili separatamente dall’originale. Quando si modificherà l’originale, il livello definito come oggetto avanzato sarà di conseguenza modificato variando l’aspetto complessivo del risultato finale. Anche questa funzione, come le variabili, risulta utilissima nella preparazione di immagini mastro modificabili mantenendo una linea estetica comune.

Selezione

photoshop_menu_selezione.jpgIn Photoshop è possibile apportare modifiche all’intera immagine oppure solo alla zona “selezionata”. La selezione è quindi la definizione delle aree modificabili. Questo menu contiene i comandi che permettono di modificare la selezione; sarà qui possibile, per esempio, intervenire su una selezione per estenderla e selezionare così un’area più ampia.

Da questo menu si potranno anche selezionare tutti i livelli o i livelli simili a quello attivo, così da poterli gestire tutti in contemporanea per vincolare la loro posizione, spostarli o portarli su un altra immagine.

Filtro

photoshop_menu_filtro.jpgE’ il menu che appassiona maggiormente i principianti e ticci coloro che si avvicinano a Photoshop. Da questo menu si possono stravolgere le immagini per crearne di completamente diverse, a volte anche con effetti piacevoli. Spessoagli inizi si tende ad abusare dei filtr, ma essi in realtà non sono un gioco. Sono soluzioni potenti a problemi spesso risolvibili solo con procedure molto più complesse. Per esempio il filtro fuoco prospettico, una delle interessanti novità, oltre a consentire numerose altre trasformazioni permette di adattare un immagine a una foto ripresa in prospettiva. Ciò non rappresenterebbe un ostacolo per un utente esperto, ma il filtro agevola e rende più rapida l’operazione. Nel menu Filtro troveremo pertanto sia i filtri per applicare semplici effetti alle immagini sia quelli per eseguire operazioni complesse. Il menu è diviso in tre sezioni: quella superiore mostra i filtri più elaborati e dotati ciascuno di una propria finestra, corredata da strumenti utili solo nrel contesto specifico del filtro; la parte centrale del menu, quella più corposa, mostra una serie di argomenti primari all’interno dei quali trovano posto i vari filtri.

Visualizza

photoshop_menu_visualizza.jpgTutto quanto è inerente alla visualizzazione delle immagini è collocato in questa voce. In primo luogo, si può ottenere la simulazione a schermo dei risultati in stampa o a video, mostrando correttamente le immagini per uso video e contraddistinte da pixel non di forma quandrata. Da questo menu si potranno anche dare comandi per vedere le immagini ingrandite o ridotte e impostare quali elementi “extra” visualizzare, come per esempio le guide, la griglia o i righelli.

Finestra

photoshop_menu_finestra.jpgUn menu utilissimo in tutte le sue parti. La voce “Ordina” permette di riordinare le finestre relative alle varie immagini aperte; la voce ” Area di lavoro ” è quella in cui si può “archiviare” una disposizione delle palette e richiamarla successivamente. Per fare un esempio, si potrà definire un’area di lavoro “Testo” che apra automaticamente le sole palette relative al testo, così da avere più spazio per l’immagine e diposrre sempre gli strumenti utili per quella specifica funzione. La parte centrale del menu “Finestra” mostra i nomi delle varie palette. Richiamandole è possibile aprirle o chiuderle a seconda del loro stato.

Nel prossimo articolo “Le palette”.


Photoshop - Le parti fondamentali1 Commento

RobertoCurci | 20:05 | | Photoshop

Come in molti programmi, Photoshop vanta di un interfaccia grafica utente, ossia la parte che consente a noi utenti di interagire graficamente con il programma stesso.

Se vogliamo partire bene con Photoshop è bene che comprendiamo le differenze tra i vari elementi principali, ossia i menu e le palette. Nei menu, intendendo in questo caso quelli nella parte superiore dello schermo, si trovano i comandi atti ad apportare, generalmente modifiche all’intera immagine, oppure, come vedremo, alle zone su cui è permesso intervenire.

I comandi che nei menu faranno apparire una finestra in cui eseguire delle scelte si distinguono per la presenza, dopo il nome del comando, di tre puntini. Per esempio, il comando”Sfoca” esegue un operazione senza presentare alcuna finestra di controllo; al contrario, il comando “Controllo sfocatura…”, come si intuisce dalla presenza dei puntini dopo il nome farà apparire una finestra in cui l’entità della sfocatura potrà essere impostata secondo le necessità del caso.

Esistono poi le palette. Queste sono punti di controllo in cui scegliere strumenti di lavoro, controllare alcuni elementi che costituiscono l’immagine stessa oppure indicare il modo in cui gli strumenti agiranno sull’immagine. Al contrario di quelli nella parte superiore dello schermo, i menu nelle palette non sono sempre contraddistinti da un nome, spesso sono indicati da una piccola icona.

L’aria di lavoro - Photoshop


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