Un’interfaccia che contrasta in modo clamoroso con quella dei motori di ricerca più utilizzati di quegli anni (Altervista in particolare), trasformatisi in portali ricchissimi di funzioni di ogni tipo, in mezzo alle quali la ricerca sul Web finiva per diventare una delle tante opzioni. Convince la tecnologia alla base delle ricerche, molto pertinenti, che privilegiano innanzitutto le esigenzedegli utenti. Incuriosisce e affascina quel pulsante, ancora presente oggi su Google, I’m Feeling Lucky (Mi sento fortunato), che sta ad indicare, in modo quasi arrogante, quanto i due si fidino della propria tecnologia, proponendo agli utenti di non fare clic sul pulsante che mostrerà loro tutte le risposte, ma su quello che li invierà direttamente sul primo sito individuato dai risultati stessi, certamente quello giusto. E anche se non è sempre così, l’utente recepisce il messaggio di Google: “il nostro obiettivo non è darti solo una gran quantità di risposte, ma su quella di fornirtele in modo più pertinente, facendo si che tu possa trovare rapidamente, quasi al volo, quello che cerchi, o almeno i siti più interessanti, più importanti.
Rapidamente la società si trasferisce a Palo Alto, in locali più adeguati e nel 1999 ha già otto dipendenti e sul sito vengono effettuate giornalmente 500 mila interrogazioni.
Uno dei primi accordi stipulati è con RedHat: Google da quel momento utilizzerà sempre server Linux. Il 7 giugno del ’99 Brin e Page incamerano un’iniezione di capitali piuttosto consistente da due società di venture capital: Sequoia Capital e Kleiner Perkins Caufields & Buyers. Si tratta di 25 milioni di dollari, una somma ingente, che consente alla piccola società di decollare di creare il Googleplez, la sua sede attuale, a Mountain View, sempre in California.
Nel mese di settembre del 1999 il motore di ricerca esce dalla fase di test (eliminando definitivamente la scritta BETA dal sito) e si lancia effettivamente sul mercato.
Nel maggio del 2000 arrivarono 2 importanti premi: il Webby Award ed il People’s Voice Award, ricevuti sia per gli altissimi risultati tecnici raggiunti sia per la grafica essenziale ma accattivante del sito: Google qualche mese più tardi diventerà il motore di ricerca più usato del pianeta.
Il 2001 è stato per Google l’anno del wireless e del suo sbarco sui telefoni cellulari, scelta dovuta al fatto che gli utenti, in base alla crescita continua ed esponenziale del numero di ricerche effettuate via Internet, non sembravano mai sazi di informazioni.
Nel maggio Google riporta in vita gli archivi dei newsgroup che furono di Deja.com comprando l’immenso patrimonio culturale e sociale, praticamente 6 anni di discussioni tra uomini e donne di tutto il mondo ( e circa 650 milioni di posting ).
L’anno successivo viene implementato Googlenews, una rubrica dedicata all’informazione e alle notizie provenienti da tutto il mondo: la gestione di questa pagina è totalmente automatizzata ( cosi come la selezione delle notizie stesse! ) e può vantare una rosa di 4500 siti di news da cui esse sono attinte. Contemporaneamente nasce anche Froogle: una pagina dedicata alla ricerca di prodotti in vendita sul web.
Nel 2004 vedono luce altre importanti novità.
Google Local, un motore di ricerca nel quale è possibile includere nella query che si desidera effettuare, anche il luogo fisico in cui è ubicato l’oggetto desiderato ( es. comprare “scarpe” in “New York” ): il risultato sarà poi comprensivo di un’utile ( e dettagliatissima ) mappa per trovare i negozi che soddisfano le nostre richieste.
Googlemail ( Gmail ), un servizio che consente la sottoscrizione gratuita di caselle di posta elettronica da addirittura un Gigabyte di spazio disponibile ( attualmente in fase beta ed il cui utilizzo è riservato a pochi e selezionati tester ), notizia che fece inizialmente pensare ad un pesce d’aprile sia per l’eccessivo spazio offerto sia per la data in cui era stata diffusa: il primo aprile.
Probabilmente non venne scelta a caso quella data poiché fomentò un gran brusio ed un acceso dibattito in rete sull’attendiblilità della notizia. Ed in Internet, come del resto in tutti i media, brusii e dibattiti tendono a moltiplicare l’interesse e l’eco su un certo avvenimento.
Come se non bastasse, Google ha annunciato ulteriori novità per il futuro prossimo.
Google Print: tool che farà concorrenza ad Amazon, e che è studiato per presentare nelle ricerche degli utenti anche estratti di libri, con link per ulteriori consultazioni ed acquisti.
Desktop Search: si tratta di un’applicazione che, per dirla con le parole dell’azienda, “consente ai navigatori di poter cercare tra le loro e-mail, file, discussioni e documenti”.
In altre parole è uno strumento pensato per portare in locale le modalità di ricerca delle informazioni sul proprio computer a cui gli utenti si sono abituati utilizzando le pagine web di Google.
Stando a Google, Desktop Search riproduce esattamente la stessa tecnologia sfruttata online, ed assicura la medesima velocità, tanto per frugare nei messaggi di posta elettronica quanto negli altri documenti su PC.
La velocità è dovuta al fatto che di continuo, quando il PC è acceso, Desktop Search aggiorna i propri indici di quanto presente sul computer per consentire la rapida individuazione dei materiali che venissero ricercati dall’utente.
Nonostante tutte queste innovazioni e servizi aggiuntivi è sorprendente notare come la homepage di Google sia rimasta ancora quasi esattamente com’era nata: essenziale e con pochi link che potrebbero confondere l’utente. Ciò significa che non si è mai voluta perdere la vera missione principale, quella per cui è nato Google: effettuare ricerche nel web in modo veloce, semplice ed efficace.
A coronamento di anni di successo, il giorno 8 ottobre 2004 la newyorkese Marconi Foundation ha insignito i creatori di Google del Marconi Fellowship Award, uno dei più prestigiosi riconoscimenti nel mondo delle comunicazioni.
L’Award viene concesso a coloro che si sono distinti nella realizzazione di strumenti aventi capacità di “migliorare la condizione dell’umanità”, e il premio ai due fondatori di Google si deve al fatto che Marconi credeva in “una rete ininterrotta capace di rendere più fluida la divulgazione e migliorare il quotidiano dell’umanità”.
Brin e Page, secondo la Foundation, “sono riusciti nella frontiera successiva – con la gestione del web – contribuendo alla democratizzazione della conoscenza”.
Ormai, ogni giorno, deve smaltire tre milioni di ricerche, un volume di interrogazioni che non smetterà mai di crescere.
I due fondatori sono ancora oggi tra i più attivi “sviluppatori” di Google.
Segey Brin è presidente e responsabile della tecnologia e Larry Page, presidente e responsabile del prodotto. Ai due si è aggiunto Eric Schmidt, ex Novell ed ex Sun, che ricopre la carica di amministratore delegato.
In data 18 Agosto 2004 , con un fatturato ormai giunto a 2,5 miliardi di dollari all’anno, Google fa il suo debutto al Nasdaq.
Collocata a 85 dollari per azione, a metà novembre il titolo è scambiato intorno ai 170 dollari. 100% di guadagno in tre mesi: un bel regalo per chi ha creduto in Google.
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