La Storia di Internet - Anni ‘60, Lo sviluppo
RobertoCurci | 18:55 | 5 Novembre 2007 | Internet
Negli anni ‘60 i computer già esistevano ma erano molto diversi da quelli che utilizziamo oggi. Innanzitutto non era ancora stata sviluppata la microelettronica: i calcolatori occupavano intere stanze. In secondo luogo i sistemi di stoccaggio informazioni erano delle grandi bobine di nastro magnetico. Inoltre non esisteva uno standard per il sistema operativo: ogni calcolatore aveva il proprio.
Nel 1961 l’unione sovietica continuò a svilupparsi nel campo spaziale, infatti portarono nello spazio il primo uomo (Yuri Gargarin). Gli Stati Uniti decisero allora di stanziare maggiori finanziamenti nella ricerca aereospaziale e costituirono la NASA, alla quale vennero trasferiti i capitali e le competenze di gestire i programmi spaziali. I risultati della NASA fruttarono in poco tempo dando vita alle missioni “Apollo”. L’ARPA allora trovò nella scienza dell’informazione e della telecomunicazione un nuovo oggetto di studio parallelo.
Nel 1969 nacque il primo risultato concreto del progetto, chiamato ARPAnet. Il suo obiettivo primario era di preservare la sicurezza dei dati in caso di guerra nucleare. Gli studiosi partendo dalla convinzione che l’unico modo per assicurare la continuità nelle comunicazioni era quello di partire da un nodo centrale la cui distruzione non avrebbe compromesso il funzionamento dell’intera rete.
Nacque così, una rete decentralizzata studiata in modo che ogni nodo potesse continuare ad elaborare e trasmettere dati qualora i nodi vicini fossero stati danneggiati.
Arpanet coinvolse inizialmente quattro “utenti” importanti: la UCLA (Università di Los Angeles) dotata di un Xerox DSX-7; la UCSB (Università di Santa Barbara) dotata di un IBM 360/75, l’Università dello UTAH che aveva un DEC PDP-10 e lo SRI (Stanford Research Institute) con il proprio XDS 940; ad ognuno fu consegnato un IMP “Interface Message Processor”, un computer dedicato alla gestione del traffico dati, prodotto dalla BBN (Bolt Beranek & Newman), la cui piattaforma di base era costituita da un elaboratore Honeywell 516 con una memoria centrale di “ben”12 K. I quattro nodi furono collegati tra loro attraverso circuiti a 50Kbps prodotti dalla AT&T.
Nuovi computer vengono collegati rapidamente ad ARPANET nel corso degli anni successivi mentre procede il lavoro di completamento di un protocollo completo Host-to-Host funzionale ed altri network software.
Nel dicembre del 1970 il Network Working Group (NWG) completa il protocollo iniziale Host-to-Host di ARPANET, chiamato Network Control Protocol (NCP). Dopo che i siti ARPANET sono stati completamente implementati con NCP nel periodo 1971-1972, gli utilizzatori della rete possono finalmente cominciare a sviluppare le applicazioni.
L’IMP concepito dalla BBN poteva collegarsi, al massimo, con 64 computer e una sola rete locale. Limiti che oggi farebbero tenerezza: oggi Internet ha milioni e milioni di utenti.
Arpanet ebbe successo fino ai primi anni ottanta quando il successo delle connessioni in rete fece proliferare i computer collegati rendendo indispensabile un rapido accordo per la loro interconnessione e la nascita di un protocollo per la trasmissione dati uguale per tutti e molto più elastico.





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