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	<title>Roberto Curci Blog &#187; Google</title>
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	<description>Risorse per Internet Geeks</description>
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		<title>Il primo telefono cellulare Android nello spazio</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Jan 2011 19:01:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RobertoCurci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
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		<description><![CDATA[Gli scenziati britannici stanno progettando il lancio di un cellulare nello spazio. Un team di ricercatori della Surrey Satellite Technology Limited (SSTL il suo acronimo in inglese) vogliono scoprire se i sofisticati telefoni cellulari possono funzionare anche in situazioni atmosferiche diverse dalla nostra. Il telefono avrà come sistema operativo Android di Google, ma il modello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli scenziati britannici stanno progettando il lancio di un cellulare nello spazio.</p>
<p><a href="http://www.robertocurci.net/uploads/android2.jpg" rel="lightbox[554]"><img class="aligncenter size-full wp-image-555" title="Smartphone Android Nello spazio" src="http://www.robertocurci.net/uploads/android2.jpg" alt="" width="500" height="323" /></a></p>
<p><span><span>Un  team di ricercatori della Surrey Satellite Technology Limited (SSTL il suo acronimo in inglese) vogliono scoprire se i sofisticati telefoni cellulari possono funzionare anche in situazioni atmosferiche diverse dalla nostra.</span></span></p>
<p><span><span>Il telefono avrà come sistema operativo Android di Google, ma il modello di telefono non è stato reso pubblico. Esso controllerà un satellite di 30 Cm che verrà utilizzato per scattare fotografie durante una missione che si terrà quest&#8217;anno.</span></span></p>
<p><span><span>Anche se i cellulari sono stati testati fino ad oggi ad alta quota facendoli volare attaccati a dei palloncini (suona assurdo), sarà la prima volta che un cellulare verrà spedito a centinaia di miglia al di fuori dell&#8217;orbita terrestre.</span></span></p>
<p><span><span>&#8220;I moderni smartphone hanno caratteristiche impressionanti&#8221; ha affermato Shaun Kenyon alla BBC.</span></span></p>
<p><span><span>Ha inoltre detto: &#8220;Hanno processori di oltre 1 GHz, e tantissima memoria, l&#8217;esperimento serve a scoprire se i dispositivi mobili possono funzionare anche nello spazio, e siamo curiosi di sapere se davvero sono capaci di pilotare un satellite&#8221;</span></span></p>
<p><strong>Infinite possibilità</strong></p>
<p>Il  progetto (chiamato Strand-1) ha lo scopo di apprendere se questi dispositivi  elettronici possono essere utilizzati in veicoli spaziali costruiti  dalla suddetta società per ridurre i costi della gestione dei satelliti.</p>
<p>Il modello utilizzato sarà probabilmente uno di quello che costano circa 450 euro e che possono essere acquistati presso tutti i negozi di telefoni cellulari.</p>
<p>&#8220;Non disassembleremo il telefono, non useremo nè le loro parti, nè solo i loro circuiti. Utilizzeremo il dispositivo come è stato progettato&#8221;, ha detto Kenyon.</p>
<p>&#8220;In  effetti avremo un&#8217;altra fotocamera sul satellite in modo da poter  fotografare il telefono perché vogliamo controllarne lo schermo e  scattare foto di buona qualità&#8221; ha detto.</p>
<p>I  ricercatori hanno deciso di utilizzare un telefono cellulare con  Android, perché permette loro di personalizzare il software per  svolgere le funzioni necessarie.</p>
<p>Durante  la prima parte della missione, il telefono funzionerà come backup per  il computer principale del satellite, ma poi prenderà le redini.</p>
<p>&#8220;Stiamo cercando di utilizzare al massimo delle funzioni del telefono&#8221;, ha detto Doug Liddle, direttore di scienze a SSTL.</p>
<p>&#8220;Teoricamente, il telefono potrà prendere il controllo e pensare a cosa fare,&#8221; ha detto.</p>
<p>&#8220;Se  uno smartphone potrà lavorare nello spazio, aprirà le porte a nuove  tecnologie che possono essere utilizzati da privati e aziende che di solito  non possono permettersi la spesa di un satellite. Sarebbe una svolta nel  settore,&#8221; ha dichiarato Chris Bridge Space Center del Surrey.</p>
<p>I ricercatori ritengono che se il telefono funzionerà potrebbe chiedere alle persone di sviluppare applicazioni per lo spazio!</p>
<p><span><span><br />
</span></span></p>
<p><span><span><br />
</span></span></p>
<a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fwww.robertocurci.net%2Finternet%2Fgoogle%2Fil-primo-telefono-cellulare-android-nello-spazio.html&amp;t=Il%20primo%20telefono%20cellulare%20Android%20nello%20spazio" id="facebook_share_both_554" style="font-size:11px; line-height:13px; font-family:'lucida grande',tahoma,verdana,arial,sans-serif; text-decoration:none; padding:2px 0 0 20px; height:16px; background:url(http://b.static.ak.fbcdn.net/images/share/facebook_share_icon.gif) no-repeat top left;">Share on Facebook</a>
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		<title>Come usare Google &#8211; Gli operatori</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Dec 2007 02:36:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RobertoCurci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Motori di ricerca]]></category>

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		<description><![CDATA[Il metodo più semplice per effettuare una ricerca su Internet è quello di accedere alla home page di Google digitando www.google.it. A questo punto, senza badare a tutti i comandi disponibili, utilizzate la casella di testo e digitate un termine o una frase da cercare. Oltre a far clic sul pulsante Cerca con Google, potete [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il metodo più semplice per effettuare una ricerca su Internet è quello di accedere alla home page di Google digitando <strong>www.google.it.</strong> A questo punto, senza badare a tutti i comandi disponibili, utilizzate la casella di testo e digitate un termine o una frase da cercare.</p>
<p>Oltre a far clic sul pulsante <em>Cerca con Google</em>, potete fare clic direttamente sul pulsante <em>Mi sento fortunato. </em>si tratta di una delle funzioni più caratterizzanti di Google. Presente sin dalla prima versione, sta a dimostrare che una prerogativa essenziale di Google è la capacità di trovare pagine pertinenti alla chiave di ricerca digitata. Facendo clic su <em>Mi sento fortunato</em>, infatti, non si accederà a una classica pagina di risposte, ma si verrà indirizzati direttamente sul sito al primo posto del ranking di Google per la chiave di ricerca digitata. In un certo senso si tratta di un gioco: Google scommette sul fatto che non avrete bisogno di consultare centinaia o migliaia di risposte, perchè il primo sito individuato sarà certamente quello giusto. Il gioco ovviamente non funziona sempre, ma sta a dimostrare che la pertinenza delle risposte è sicuramente una delle chiavi del successo del motore di ricerca più famoso del Web.</p>
<p>Google è uno strumento di ricerca particolarmente semplice da utilizzare, grazie alla sua interfaccia estremamente intuitiva. I termini generici, come &#8220;internet&#8221;, forniscono però un gran numero di risultati che sarebbe impossibile consultare. Per evitare perdite di tempo, Google mette a disposizione una serie di operatori logici che sono in grado di restringere l&#8217;area di ricerca.</p>
<h2>L&#8217;operatore AND</h2>
<p>Nella casella di ricerca possono essere digitati uno o più termini. Gli spazi fra un termine e l&#8217;altro vengono sostituiti, automaticamente, dall&#8217;operatore logico AND (e). Google cercherà quindi tutte le pagine che contengono tutte le parole digitate. Per esempio, digitando <strong>internet community</strong> si otterrà una serie di risultati riguardanti pagine che contengono, in una qualsiasi posizione del testo, il termine &#8220;internet&#8221; e il termine &#8220;community&#8221;, non necessariamente legati tra loro.</p>
<h2>L&#8217;operatore OR</h2>
<p>Utilizzando l&#8217;operatore logico OR, questa volta digitato tra i termini della ricerca, si otterranno invece tutte le pagine che comprendono o meno uno di questi termini. Per esempio, digitando nella casella di testo <strong>internet OR community</strong>, si otterranno tutte le pagine che comprendono il termine &#8220;internet&#8221; oppure &#8220;community&#8221;, e che quindi potrebbero essere inerenti, per esempio, alle community internet.</p>
<p>Insomma verranno mostrate tutte le pagine nelle quali sia presente almeno uno dei due termini.</p>
<h2>L&#8217;operatore &#8211; (meno)</h2>
<p>Inserendo il segno <strong>-</strong> (meno) prima di un termine, si può deciderne invece l&#8217;esclusion. Quindi, in una ricerca su internet che voglia escludere quella dei blog si dovrà digitare <strong>internet -blog</strong>. In questo caso si otterranno tutte le pagine che includono il termine &#8220;internet&#8221;, a esclusione di quelle che contengono il termine &#8220;blog&#8221;.</p>
<p>Da fare molta attenzione &#8211; va digitato prima del termine senza spazi tra i due: <strong>-blog</strong> e non <strong>- blog</strong> .</p>
<h2>L&#8217;operatore + (più)</h2>
<p>Inserendo il segno + (più) prima di un termine, si permette invece a Google di includere alcuni caratteri comuni che normalmente non vengono considerati perchè rallenterebbero le fasi di ricerca.</p>
<p>Avverbi, articoli, accenti, ma anche solo lettere o acronimi come http, possono essere inclusi quindi nella ricerca. Per esempio, digitare la parola <strong>porto</strong> o <strong>portò</strong> non permetterà di distinguerne il significato, quindi l&#8217;elenco dei risultati comprenderà sia il sostantivo sia due coniugazioni del verbo. Se invece si digita <strong>+port</strong>, il risultato sarà diverso e permetterà di ottenere tutte le pagine Web che comprendono il solo verbo &#8220;portare&#8221; coniugato al passato remoto.</p>
<h2>L&#8217;operatore virgolette (&#8220;&#8221;)</h2>
<p>Quando si vuole cercare una pagina Web che contiene una frase esatta o un nome specifico, si possono utilizzare le <em>virgolette</em>, Digitando <strong>&#8220;Internet community&#8221;</strong> si otterranno come risultato tutte le pagine Web che comprendono entrambe le parole in posizione contigua.</p>
<p>Google non <em>normalizza</em> le operazioni di ricerca; non effettua la cosidetta <em>lemmatizzazione</em>. Quindi, se viene digitata una parola al singolareo al plurale, le ricerche daranno risultati diversi. Un tempo, i vecchi motori di ricerca tendevano a convertire le parole al maschile e i verbi all&#8217;infinito. Adesso ogni risultato delle ricerche corrisponde esattamente al termine digitato. L&#8217;unica eccezione è rappresentata dalla lettere minuscole: Google, durante la ricerca, converte qualsiasi testo in caratteri minuscoli. Digitare Internet, internet o inTernet non cambierà quindi il tipo di risultati.</p>
<h2>L&#8217;operatore *</h2>
<p>L&#8217;ultimo carattere speciale che facilita enormemente la ricerca, è identificato con l&#8217;asterisco, e viene utilizzato in sostituzione di uno o più caratteri. Digitando il termine inter* i risultati della ricerca comprenderanno tutte le pagine  Web che contengono le parole che iniziano con Inter, quindi &#8220;Internet&#8221;, &#8220;Internazionale&#8221;, &#8220;interno&#8221; e così via.</p>
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		<title>La storia di Google!</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Dec 2007 01:17:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RobertoCurci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[grafica]]></category>
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		<description><![CDATA[La parola &#8220;Google&#8221; è un gioco di parole che deriva dalla parola Googol, che fu inventata dal matematico americano Edward Kasner, e indica il numero 1 seguito da 100 zeri. Edward Kasner (1878-1955) ha definito il Googol presso la Columbia University per scopi propri della teoria matematica, e con il proprio lavoro ( non privo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.robertocurci.net/uploads/google_la-storia.jpg" alt="google_la-storia.jpg" align="left" height="42" width="100" />La parola &#8220;Google&#8221; è un gioco di parole che deriva dalla parola Googol, che fu inventata dal matematico americano Edward Kasner, e indica il numero 1 seguito da 100 zeri.</p>
<p>Edward Kasner (1878-1955) ha definito il Googol presso la Columbia University per scopi propri della teoria matematica, e con il proprio lavoro ( non privo di sfumature umanistiche ) è riuscito così a identificare per definizione il limite numerico dell&#8217;immaginazione umana più prossimo all&#8217;infinito. Google ha poi liberamente interpretato tale termine non ponendo però alcun riferimento al lavoro di Kasner ma modificando semplicemente il nome che egli ha inventato all&#8217;interno del suo &#8221; Mathematics and the Imagination&#8221; datato 1940.<br />
La scelta di utilizzare questo termine come ragione sociale riflette la missione aziendale della società, il cui obiettivo è quello di organizzare l&#8217;enorme quantità di informazioni disponibili sul Web e nel mondo.</p>
<p>Oggi Google è il motore di ricerca più usato del Web, i primi passi di questa colossale Internet based company risalgono solo al 1995.<br />
Il 1995 è l&#8217;anno di fondazione di Netscape che, in qualche modo, ha segnato l&#8217;inizio dell&#8217;Era Internet. Fino ad allora la rete veniva utilizzata quasi esclusivamente da accademici, ricercatori e informatici.</p>
<p><span id="more-71"></span>Proprio quell&#8217;anno, due giovani studenti universitari, Larry Page e Sergey Brin, si incontrarono per la prima volta all&#8217;Università di Stanford, in California.. Non è stato, come si potrebbe pensare, un &#8220;amore a prima vista&#8221;, ma i due discutono a molto e concordano su un fatto: trovare un&#8217;informazione su Internet è diventato sempre più difficile.<br />
Google nasce dall&#8217;idea di questi due giovani laureati statunitensi di trovare il sistema per semplificare la ricerca di informazioni sul web. Laureati rispettivamente in &#8220;Scienze ed Ingegneria Matematica&#8221; e &#8220;Scienze Informatiche&#8221; si conoscono tra i banchi dell&#8217;università di Stanford &#8211; Palo Alto, California, fucina cerebrale della new economy.</p>
<p>Era un&#8217;osservazione che oramai facevano molti utenti. La rete era in forte crescita e la gestione dell&#8217;enorme massa di informazioni già disponibile a quei tempi era diventata problematica.</p>
<p>Nel gennaio del 1996 i due iniziano a lavorare a un progetto denominato BlackRub basato sull&#8217;analisi dei link che puntano a un determinato sito Web (link popularity). Non avendo a disposizione grossi capitali, realizzano una rete di pc di bassa potenza. La progettazione dell&#8217;architettura della rete è opera di Larry, piccolo genio informatico, che precedentemente aveva costruito una stampante con i mattoncini Lego.</p>
<p>Già un anno dopo negli ambienti universitari si inizia a parlare del loro progetto. Il passaparola, che sarà alla base del futuro successo commerciale di Google, inizia a dare i suoi frutti. A metà del 1998 Page e Brin acquistano una serie di hard disk d&#8217;occasione e li assemblano in quello che passerà alla storia come primo server di Google. Il case è realizzato anche in questo caso con mattoncini Lego.<br />
Ma l&#8217;aspetto informale quasi frivolo, dell&#8217;involucro nasconde un piccolo prodigio tecnologico. I due ne sono coscienti e si mettono alla ricerca di partner. Sergey, che ha maggior spirito imprenditoriale, bussa a numerose porte, ma riceve solo risposte negative. E questo nonostante gli anni siano di grande fermento e nuovi progetti basati su Internet decollino a ritmo frenetico, quasi ossessivo.<br />
Sul Web si trovano già molti motori di ricerca, alcuni piuttosto popolari, come Altavista, e gli imprenditori e i finanziatori contattati ritengono che non ci sia assolutamente bisogno di un nuovo motore di ricerca. La storia dimostrerà che si sbagliavano. I due si rivolgono anche a David Filo, cofondatore, insieme a Jerry Young, di Yahoo!, ma anche a questo incontro si risolve in un nulla di fatto. Filo, pur apprezzando la tecnologia sviluppata da Brin e Page, non intende acquisirla e consiglia ai due di creare una propria società. In seguito, aggiunge, potranno valutare una collaborazione. Una partnership che effettivamente si concretizzerà, per poi interrompersi.<br />
Yahoo! Utilizzerà per lungo tempo la tecnologia di ricerca sul Web di Google, affiancandola alla sua nota directory, per poi decidere di dare vita a un proprio motore di ricerca.<br />
Seguendo il consiglio di David Filo, i due decidono allora di creare una propria società, trovando in Andy Bechtolsheim (uno dei fondatori di Sun Microsystems) il primo investitore. La leggenda vuole che Brin e Page abbiano fatto a Bechtolsheim una dimostrazione della loro tecnologia già sotto il portico della casa di un amico di quest&#8217;ultimo, al quale fu sufficiente mezz&#8217;ora per convincersi della bontà della cosa e decidersi a staccare un assegno di centomila dollari intestandolo a Google Inc. Unico problema: la società, in quanto tale, ancora non esiste e i due dovranno aspettare due settimane per riuscire a incassarlo; il tempo di creare effettivamente la loro impresa.<br />
Gli altri investitori iniziali furono quasi esclusivamente famigliari o amici dei due fondatori.<br />
Il 7 settembre Google Inc. inaugura ufficialmente la propria sede a Menlo Park, in California, nel garage di un amico, confermando uno degli stereotipi più diffusi nella Silicon Valley.<br />
Il primo impiegato è Craig Silverstein, che si ritrova a lavorare tra una lavatrice e un&#8217;asciugatrice. Attualmente Silverstein è direttore della tecnologia del motore di ricerca più noto del Web.<br />
Dal 1999 gli uffici si trasferirono a Palo Alto e gli impiegati, da otto che erano, triplicarono. Le query quotidiane salirono fino a 500.000.<br />
Già a giugno la società annunciò di aver ricevuto un giro di fondi pari a 25 milioni di dollari, molti dei quali provenienti da due grandi nomi della Silicon Valley: Sequoia Capital e Kleiner Perkins Caufield &amp; Byers ( fino ad allora rivali anche sulle politiche di investimento ).<br />
A decretare il successo di Google in questi primi tempi, è come è sempre successo su Internet, il passaparola. Il nuovo motore di ricerca piace e convince i primi utilizzatori. Piace la sua interfaccia volutamente minimalista, fatta solo del campo di ricerca e di pochi altri link.</p>
<a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fwww.robertocurci.net%2Finternet%2Fla-storia-di-google.html&amp;t=La%20storia%20di%20Google%21" id="facebook_share_both_71" style="font-size:11px; line-height:13px; font-family:'lucida grande',tahoma,verdana,arial,sans-serif; text-decoration:none; padding:2px 0 0 20px; height:16px; background:url(http://b.static.ak.fbcdn.net/images/share/facebook_share_icon.gif) no-repeat top left;">Share on Facebook</a>
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		<title>Negli USA, Un pieno di Google alle pompe di benzina</title>
		<link>http://www.robertocurci.net/internet/negli-usa-un-pieno-di-google-alle-pompe-di-benzina.html</link>
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		<pubDate>Sun, 11 Nov 2007 00:26:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RobertoCurci</dc:creator>
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		<category><![CDATA[News]]></category>
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		<description><![CDATA[Ecco quì che ancora una volta Google riesce a stupire noi internauti, infatti da dicembre negli USA (e solamente negli usa) i nuovi distributori di benzina offriranno la possibilità di consultare Google Maps e di stamparne i risultati. L&#8217;innovativo servizio, svelato alla recente conferenza National Association of Convenience Stores di Atlanta, sarà disponibile da dicembre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco quì che ancora una volta Google riesce a stupire noi internauti, infatti da dicembre negli USA <span style="text-decoration: line-through;">(e solamente negli usa)</span> i nuovi distributori di benzina offriranno la possibilità di consultare Google Maps e di stamparne i risultati.</p>
<p>L&#8217;innovativo servizio, svelato alla recente conferenza National Association of Convenience Stores di Atlanta, sarà disponibile da dicembre sulle pompe di benzina costruite  dalla <a href="http://www.gilbarco.com/page/home" target="_blank">Gilbarco Veeder-Root</a>, azienda specializzata nella costruzione di sistemi per i distributori di carburante. Grazie a una connessione Internet a banda larga, le <strong>nuove pompe di benzina saranno in grado di fornire precise informazioni geografiche tramite i loro display</strong>.</p>
<p><span id="intelliTXT">Alle pompe di benzina, dunque, si fara&#8217; il pieno di tecnologia, oltre che di carburante.</span></p>
<p>Chi non ha ancora un navigatore satellitare? Google ha pensato a voi! Se vi mettete in viaggio Big G vi risparmierà pure la fatica di chiedere le indicazioni ai passanti.</p>
<p>Quì in Italia, quando arriveremo a tutto ciò?! Bhè continueremo ad abbassare il finestrino ancora per molto! =D <a title="google_distributori.jpg" href="http://www.robertocurci.net/uploads/2007/11/google_distributori.jpg" rel="lightbox[14]"></a></p>
<p style="text-align: center"><a title="google_distributori.jpg" href="http://www.robertocurci.net/uploads/2007/11/google_distributori.jpg" rel="lightbox[14]"><img src="http://www.robertocurci.net/uploads/2007/11/google_distributori.jpg" border="0" alt="google_distributori.jpg" /></a></p>
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	var button = document.getElementById('facebook_share_link_14') || document.getElementById('facebook_share_icon_14') || document.getElementById('facebook_share_both_14') || document.getElementById('facebook_share_button_14');
	if (button) {
		button.onclick = function(e) {
			var url = this.href.replace(/share\.php/, 'sharer.php');
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		if (button.id === 'facebook_share_button_14') {
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