RobertoCurci | 16:54 | 9 Febbraio 2008 | Php, Web 2.0
Dopo il successo riscosso nel 2007 ecco la quinta edizione del PhpDay 2008, che si terrà il 23-24 Maggio a Rimini.
Il phpDay è l’evento, convegno italiano dedicato allo sviluppo di PHP in ambito professionale, per chi volesse saperne di più visitare www.phpday.it
RobertoCurci | 04:36 | 23 Dicembre 2007 | Google, Internet
Il metodo più semplice per effettuare una ricerca su Internet è quello di accedere alla home page di Google digitando www.google.it. A questo punto, senza badare a tutti i comandi disponibili, utilizzate la casella di testo e digitate un termine o una frase da cercare.
Oltre a far clic sul pulsante Cerca con Google, potete fare clic direttamente sul pulsante Mi sento fortunato. si tratta di una delle funzioni più caratterizzanti di Google. Presente sin dalla prima versione, sta a dimostrare che una prerogativa essenziale di Google è la capacità di trovare pagine pertinenti alla chiave di ricerca digitata. Facendo clic su Mi sento fortunato, infatti, non si accederà a una classica pagina di risposte, ma si verrà indirizzati direttamente sul sito al primo posto del ranking di Google per la chiave di ricerca digitata. In un certo senso si tratta di un gioco: Google scommette sul fatto che non avrete bisogno di consultare centinaia o migliaia di risposte, perchè il primo sito individuato sarà certamente quello giusto. Il gioco ovviamente non funziona sempre, ma sta a dimostrare che la pertinenza delle risposte è sicuramente una delle chiavi del successo del motore di ricerca più famoso del Web.
Google è uno strumento di ricerca particolarmente semplice da utilizzare, grazie alla sua interfaccia estremamente intuitiva. I termini generici, come “internet”, forniscono però un gran numero di risultati che sarebbe impossibile consultare. Per evitare perdite di tempo, Google mette a disposizione una serie di operatori logici che sono in grado di restringere l’area di ricerca.
Nella casella di ricerca possono essere digitati uno o più termini. Gli spazi fra un termine e l’altro vengono sostituiti, automaticamente, dall’operatore logico AND (e). Google cercherà quindi tutte le pagine che contengono tutte le parole digitate. Per esempio, digitando internet community si otterrà una serie di risultati riguardanti pagine che contengono, in una qualsiasi posizione del testo, il termine “internet” e il termine “community”, non necessariamente legati tra loro.
Utilizzando l’operatore logico OR, questa volta digitato tra i termini della ricerca, si otterranno invece tutte le pagine che comprendono o meno uno di questi termini. Per esempio, digitando nella casella di testo internet OR community, si otterranno tutte le pagine che comprendono il termine “internet” oppure “community”, e che quindi potrebbero essere inerenti, per esempio, alle community internet.
Insomma verranno mostrate tutte le pagine nelle quali sia presente almeno uno dei due termini.
Inserendo il segno - (meno) prima di un termine, si può deciderne invece l’esclusion. Quindi, in una ricerca su internet che voglia escludere quella dei blog si dovrà digitare internet -blog. In questo caso si otterranno tutte le pagine che includono il termine “internet”, a esclusione di quelle che contengono il termine “blog”.
Da fare molta attenzione - va digitato prima del termine senza spazi tra i due: -blog e non - blog .
Inserendo il segno + (più) prima di un termine, si permette invece a Google di includere alcuni caratteri comuni che normalmente non vengono considerati perchè rallenterebbero le fasi di ricerca.
Avverbi, articoli, accenti, ma anche solo lettere o acronimi come http, possono essere inclusi quindi nella ricerca. Per esempio, digitare la parola porto o portò non permetterà di distinguerne il significato, quindi l’elenco dei risultati comprenderà sia il sostantivo sia due coniugazioni del verbo. Se invece si digita +port, il risultato sarà diverso e permetterà di ottenere tutte le pagine Web che comprendono il solo verbo “portare” coniugato al passato remoto.
Quando si vuole cercare una pagina Web che contiene una frase esatta o un nome specifico, si possono utilizzare le virgolette, Digitando “Internet community” si otterranno come risultato tutte le pagine Web che comprendono entrambe le parole in posizione contigua.
Google non normalizza le operazioni di ricerca; non effettua la cosidetta lemmatizzazione. Quindi, se viene digitata una parola al singolareo al plurale, le ricerche daranno risultati diversi. Un tempo, i vecchi motori di ricerca tendevano a convertire le parole al maschile e i verbi all’infinito. Adesso ogni risultato delle ricerche corrisponde esattamente al termine digitato. L’unica eccezione è rappresentata dalla lettere minuscole: Google, durante la ricerca, converte qualsiasi testo in caratteri minuscoli. Digitare Internet, internet o inTernet non cambierà quindi il tipo di risultati.
L’ultimo carattere speciale che facilita enormemente la ricerca, è identificato con l’asterisco, e viene utilizzato in sostituzione di uno o più caratteri. Digitando il termine inter* i risultati della ricerca comprenderanno tutte le pagine Web che contengono le parole che iniziano con Inter, quindi “Internet”, “Internazionale”, “interno” e così via.
RobertoCurci | 17:49 | 8 Novembre 2007 | Internet, Web 2.0
Il “web 2.0″ o anche “internet 2.0″ è la nuova visione di Internet che ha cominciato già da tempo ad influenzare il nostro modo di lavorare, navigare e di scambiare informazioni tramite la rete.
Il web 2.0 non è un software, è il modo in cui i dati diventano completamente indipendenti dalle stesse persone che li hanno condivisi.
Ecco nella seguente immagine la differenza tra il web 1.0 e il web 2.0 (http://blog.aysoon.com)

RobertoCurci | 19:08 | 5 Novembre 2007 | Internet
La “ragnatela mondiale”, è questo il significato della tripla w, mira al superamento delle barriere geografiche che impediscono la collaborazione fra gruppi scientifici fisicamente distanti, ma anche ad accelerare lo scambio di informazioni grazie a protocolli standardizzati.
L’architettura di WWW è di tipo CLIENT-SERVER; un’architettura è definita client-server se, in un sistema, un’entità offre il servizio (server) ed un’altra (client) vi accede e ne usufruisce secondo una serie di regole specifiche. Dunque Server e Client sono due programmi che permettono la navigazione; come funzionano tecnicamente questi due programmi e qual è la loro finalità nel sistema? Il programma CLIENT funziona da interfaccia fra utente finale e server web, gestendone dunque l’interazione; esso si collega al server tramite il protocollo HTTP per richiedere un documento identificato dal proprio URL, scarica sulla propria macchina i dati che ha prelevato, legge da un buffer i dati scaricati dai server interpretando i TAG HTML che determinano lo stile di visualizzazione sulla pagina web ed infine visualizza i widget grafici costruiti in precedenza, grazie all’aiuto delle librerie grafiche. Il programma SERVER, invece, riceve le richieste di connessione in rete e distribuisce i documenti richiesti da qualche utente, tramite un programma CLIENT.
Il programma WWW può essere eseguito su diverse piattaforme ma per sfruttare totalmente le caratteristiche peculiari di tale sistema si deve possedere una macchina con capacità grafiche e audio oltre ad una connessione ad Internet abbastanza veloce, che consenta il trasferimento di immagini, animazioni e suoni in tempi accettabili.
WWW consente di astrarre dalla struttura fisica della rete presentandola con una struttura più pratica, trasformandola cioè in un ipermedia; si definisce “ipermedia” un insieme di notizie collegate tra loro nella rete non solo in forma di documenti testuali ma anche di testi, immagini, suoni, video. I dati per poter essere immessi in rete devono essere tradotti in un unico formato denominato HTML (HyperText Markup Language), standard di lettura per i Client browser in WWW.
RobertoCurci | 19:06 | | Internet
L’enorme circolazione di notizie sulla rete Internet comincia a rendere problematici i controlli o le censure delle stesse informazioni; nasce dunque nel 1990 la Fondazione EEF (Electronic Frontier Foundation), ad opera di Mitch Kapor; tale fondazione (www.eff.org) si propone come scopo quello di tutelare i “naviganti” in relazione alla libertà di circolazione delle informazioni e alla libertà di accesso a queste stesse.
Inoltre questa fondazione ha difeso in molti processi presunti hacker o programmatori informatici, tacciati dalle autorità statali di pirateria e diffusione illegale di programmi. Nascono in questo periodo altri software per la navigazione protetta: WAIS (Wide Area Information Service) creato da Brewster Kahle, GOPHER creato da Mark McCahill e Paul Lindner e PGP (Pretty Good Privacy) inventato da Philip Zimmerman.
PGP (www.pgpi.com) è il programma più famoso per garantire la sicurezza nello scambio di messaggi tramite la posta elettronica; il meccanismo di tale programma si basa sul possesso di due chiavi di accesso, una strettamente personale, l’altra pubblica e comunicabile a tutti coloro con i quali si vuole corrispondere. Queste due chiavi sono interconnesse fra di loro, per cui per decifrare un messaggio all’inizio si ha bisogno della chiave pubblica ma poi deve subentrare la conoscenza della chiave privata. GOPHER rappresenta invece il primo tentativo di razionalizzare l’architettura delle informazioni; tale strumento si fonda sul principio della struttura gerarchica, rappresentata da un grafico ad albero composto da rami e nodi.
Gopher usa due moduli interconnessi fra loro, il server, col compito di gestire la struttura ad albero, e il client che permette all’utente di esplorare la struttura ad albero e accedere alle risorse richieste. Nel 1991 nasce infine la struttura portante dell’attuale sistema di Internet: Tim Berners Lee sviluppa il WWW, WORLD WIDE WEB.
RobertoCurci | 19:06 | | Internet
Nel 1986 i Newsgroup creati da due studenti dell’Università del Nord Carolina migliorano enormemente grazie all’utilizzo del protocollo NNTP, che usufruisce del protocollo tcp/ip; i Newsgroup sono gruppi di discussione elettronica fra diverse persone che condividono interessi in comune.
Nel 1985 nasce la prima comunità virtuale, Well (Whole Earth Lectronic Link), e nel 1988 cominciano le prove di terrorismo sulla rete (creazione di virus che danneggiano il sistema): alla fine del 1988 la prima infezione colpisce il 10% dei 60000 computer collegati alla rete. A seguito di ciò viene istituito il CERT (Computer Emergency Response Team), con il compito di controllare l’intromissione di virus informatici nella rete; nel 1988 nasce anche IRC (Internet Relay Chat), la prima chat che consente agli utenti di chiacchierare tra loro in diretta.
Gli anni ottanta, dopo il boom dei servizi offerti dalla rete, si chiudono con un evento memorabile, che se ne trascina dietro un altro: cade il Muro di Berlino, simbolo della Guerra Fredda fra USA e URSS, e conseguentemente muore anche ARPANET. Nello stesso anno della morte di ARPANET, Peter Deutsch e la sua equipe danno vita al software ARCHIE, che permette di sviscerare all’interno di grandi archivi per gestire il contenuto dei singoli siti a livello di FTP; ad ogni nome di file di tali archivi è infatti associata una serie di informazioni (data di memorizzazione, dimensione) automaticamente archiviate dal programma.
RobertoCurci | 19:02 | | Internet
Con l’utilizzo ufficiale del protocollo tcp/ip all’interno di Arpanet, la stessa Arpanet comincia a perdere progressivamente d’importanza; per questo motivo il Dipartimento della Difesa statunitense si convinse che per favorire la crescita del networking di suo interesse si doveva dividere la rete Arpanet in due separate sottoreti. Una di queste reti viene usata a scopi militari e collega prevalentemente siti all’interno degli Stati Uniti e solo eccezionalmente nel resto del mondo, la cosiddetta rete MILNET; la sezione della ricerca universitaria prende invece il nome di NSFnet (National Science Foundation Network), della quale fanno parte diversi enti di ricerca (Bolder, Carnegie Mellon University, University of Pittsburg).
Tale scissione fu sostenuta in modo da far sì che gli atenei potessero usufruire dei benefici di Internet nonostante non fossero a diretto contatto con enti militari; per questo motivo la NSF durante i primi anni ‘80 dà vita alla Csnet, che mette in contatto fra loro tutte le università americane.
Ovviamente il protocollo tcp/ip mette ancora in comunicazione le macchine sulla rete MILNET e quelle sulla rete NSFnet, anche se i nodi della rete militare sono protetti dal fatto di trovarsi all’interno di siti protetti più che in laboratori di ricerca; dunque se ci sono problemi sulla rete NSFnet la rete MILNET può essere disconnessa tagliando i collegamenti in un determinato numero di gateways che le collegano, i quali vengono creati per limitare le comunicazioni fra le due reti al semplice scambio di posta elettronica.