La parola hardware viene usata per indicare tutti i componenti interni ed esterni del computer. Le schede di espansione, il microprocessore, la memoria, il modem, il mouse, la tastiera, la stampante e il monitor sono tutti componenti hardware.
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L’operazione necessaria per definire le varie aree di un disco. Quando un disco viene rilasciato dal produttore, indipendentemente dal fatto che si tratti di un dischetto o di un disco fisso (hard disk), deve essere formattato (o inizializzato) per poter essere utilizzato. La formattazione definisce le tracce e i settori in cui vengono memorizzati i dati. Per quanto riguarda i dischi fissi, prima della formattazione bisogna creare una o più partizioni. Partizionare un disco significa suddividerlo in una o più aree per rendere l’accesso più efficiente. Come minimo, bisogna creare almeno una partizione.
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Elemento di piccole dimensioni generalmente realizzato in silicio e contenente un circuito integrato. All’interno di un chip possono rtovare posto milioni di componenti elettronici. I computer contengono svariati chip, di tipi differenti (il più noto dei quali è probabilmente proprio il microprocessore)
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Abbreviazione di Compact Disk-Read-Only memory. Si tratta di un disco ottico le cui caratteristiche gli consentono di contenere una grande quantità di dati. Come indica il nome (Read-Only significa di sola lettura) questo dispositivo non può essere utilizzato per registrare dei dati, se non dal fabbricante. Ne esistono però anche dei modelli, denominati propriamente CD-R, che l’utente può registrare utilizzando un apposita periferica, il cosidetto MASTERIZZATORE.
IL CDROM OGGI è STATO QUASI COMPLETAMENTE SOSTITUITO DAL DVD.
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Sistema di memorizzazione ad alta velocità che può sfruttare sia la memoria RAM, sia altri dispositivi di memorizzazione caratterizzati da un’altra velocità di accesso.
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Abbreviazione di Binary Term (termine binario), è un unità di misura che corrisponde, nella quasi totalità dei computer moderni, a 8 bit. Per designare grandi quantità di memoria se ne usano i multipli kilobyte (pari a 1024 byte), Megabyte (pari a 1024 byte per 1024 byte), e Gigabyte (pari a 1048576 per 1024).
Uno degli agi ai quali è faticoso rinunciare quando si abbandona il sistema di numerazione decimale (quello che usiamo normalemente) per avventurarsi nelle lande del sistema in base 2 (quello che invece usano i computer) consiste nel fatto che il prefisso kilo cessa di indicare 1000 unità. Succede così per esempio, che, se chiedo a Windows di indicarmi per esempio quanto spazio libero mi resta sul disco rigido, ricevo la seguente risposta, apparentemente contraddittoria: “Spazio disponibile: 277.762.048 byte 264 Mbyte”.
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In generale, questo termine designa i collegamenti che consentono di mantenere in contatto le varie parti di cui si compone un computer. Con particolare riferimento ai PC, si indica con il nome bus quello che più propriamente andrebbe definito bus interno, ovvero un bus che collega tutti i componenti interni dei computer alla CPU e alla memoria. I computer più recenti sono generalmente dotati di un bus locale che realizza una connessione diretta ad alta velocità tra il microprocessore e un altro elemento con il quale è necessario un intenso scambio di dati, come la memoria video.
Per valutare le prestazioni di un bus bisogna prendere in considerazione due parametri principali. Il primo è rappresentato dalla quantità di dati che può trasportare. Considerando, infatti, il bus alla stregua di un autostrada che collega le varie componenti del computer, è evidente che quanto maggiore è il numero di corsie da cui l’autostrada stessa è costruita, tanto maggiore sarà anche il traffico che potrà sostenere (nel caso del bus, ovviamente, non parliamo di corsie ma di bit: i bus a 32 bit sono più efficienti di quelli a 16 bit).
Il secondo parametro che consiste di valutare le prestazioni del bus è rappresentato dalla sua velocità di clock, che viene misurata in MHz. Anche in questo caso, maggiore è il valore, migliori sono le prestazioni, in quanto il trasferimento dei dati avviene più rapidamente e, di conseguenza, l’esecuzione delle applicazioni è più rapida.
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